(dal racconto di un nostro socio)
ero da poco tempo tornato dalla prigionia, quando
un amico , Angelo Pisi, reduce anche lui dagli N.P. , mi disse
che a Bologna si stava costituendo un nucleo di Paracadutisti.
Non solo l'informazione era esatta, ma addirittura pochi giorni
prima la Sezione aveva già preso forma con regolare atto
notarile, stipulato alla presenza di Giorgio Ganzini, che sarà
nominato Presidente, Ernesto Bianchi, Angelo Codecà, Luciano
Malpeli, Paride Tacconi ed altri. Nostro primo compito fu il ricordo
dei Caduti, oltre a mantenere viva la fiamma del Paracadutismo
in anni certamente molto difficili. Non vi fu furono barriere.
La civiltà dell'A.P.I. fu indiscussa. Combattenti del Nord
e del Sud, combattenti che tornavano dai campi più disparati
di prigionia si ritrovarono. Bastò guardarsi negli occhi
e la stretta di mano fu leale e sincera. Non avevamo nulla da
nascondere, tutti noi eravamo fieri, fierissimi del dovere compiuto.
Eravamo stai soldati, soldati paracadutisti. Ritrovammo vecchi
amici, ne facemmo dei nuovi: il Cap.no Cucchiara, Bucci, Buldrini,
Margola, Ferraresi, Panaiotti, Bianchi, Malpeli, Castagnoli, Buganza,
De Tullio e tanti altri fra i quali il grande invalido Fancelli,
obbligato alla sua carrozzina, perché aveva perduto una
gamba nella battaglia di El Alamein. Costituita la Sezione accarezzammo
il progetto di tornare a lanciarci. Certo i nostri giovani parà
faranno fatica a rendersi conto delle mille difficoltà
che ci attendevano.. sembrava un sogno assurdo ma ci riuscimmo.
L'aeronautica ci forniva il vecchio S.M. 82, l'esercito ci dava
i paracadute, l'emergenza non c'era, l'atterraggio era duro, ma
ci lanciammo. L'aeroporto di Bologna, allora agibile, fu in quegli
anni teatro di bellissime manifestazioni alla presenza di un folto
pubblico.
Il
programma, nei primi tempi, era sempre lo stesso: 2 o 3 campioni
in caduta libera ( Rinaldi e Cannarozzo, nomi da leggenda), qualche
LISI e lanci di massa col glorioso IF41. Ma non ci bastò!
E ci chiedemmo, perché non fare dei corsi di paracadutismo?
Riuscimmo anche in questo. Il 1° corso fu nel '50-'51. Intanto,
mentre avevamo forgiato nuovi paracadutisti, altri reduci affluivano
alla Sezione e molti riprendevano l'attività. Masini, Bettoli,
Gandolfi, Ossorio, Milanesi ci affiancarono e così fra
reduci e nuovi Parà, i lanci diventarono sempre più
numerosi e i corsi divennero una costante abitudine. E vennero
anche le prime ragazze ad ingentilire i nostri corsi e a fregiarsi
del distintivo di paracadutiste, come - tra le più assidue
- Angela Poppi, nostra economa e factotum, onnipresente, sempre
pronta a bacchettare i vecchi Parà indisciplinati. La nostra
prima sede era in via Marsala presso il circolo Ufficiali, ma
il punto d'incontro era il Bar Borsa. Poi si susseguirono le presidenze
di Frizzoni, di Nagliati, di Villa, e del Col. Rossi. Da qualche
anno la presidenza è affidata nella valide mani di Massimo
Buratti. Il resto è storia di oggi
.
Par. Luciano Ramponi